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Jerry Stahl – Mezzanotte a vita

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JERRY STAHL
MEZZANOTTE A VITA
La memoria di un uomo pericoloso

traduzione di Marco Simonelli

2007
400 PAGINE
€ 18,00
ISBN 978888361451

JERRY STAHL  Mezzanotte a vita

Questo è un libro sulla vergogna. La vergogna di Jerry per una vita eccessiva costruita col chimerico scopo di sentirsi all’altezza. “Mezzanotte a vita” è un romanzo dannatamente sincero, spasmodico, esilarante, che ci affeziona a un uomo in bilico fra il proprio personaggio e l’impossibilità di essere semplicemente quel che è, spogliato dei suoi mille talenti e delle sue brillanti carriere parallele da criminale, tossico, padre e sceneggiatore di successo. Una vita fragorosa e stantia che non varca mai la mezzanotte, ripetendosi a noia in una decadente Los Angeles di fine millennio degna de “Il giorno della locusta”. Questa è una storia che si legge “come se ti corressero dietro”, avrebbe scritto Malamud, e che ha letteralmente incantato la critica americana.

Ho un pannolino addosso, in questo momento. Non so se sia quello della pubblicità di June Allyson, con la fascetta elastica come si vedono in tv, un vero e proprio Dignity, oppure uno senza nome, uno di quelle sottomarche che si comprano all’ingrosso. Tutto quello che so è che mi sono svegliato in questa stanza d’ospedale e ce l’avevo addosso. 


Stahl racconta i freak, i beatnik, le teste matte e strane di tutto il mondo in uno stile meravigliosamente elaborato. È il bardo americano dei disobbedienti
- James Ellroy

Un romanzo per tutti coloro che amano Burroughs, però molto più sfrenato dal punto di vista del ‘cazzeggio’, capace di raccontare non solo il lungo rapporto tra il suo autore e la droga ma anche quella Hollywood che sta dietro la celebre omonima scritta a caratteri cubitali, intravista da noi in pellicole come ‘Boogie Nights’
- Giuseppe Culicchia, La Stampa

Dietro il livido divertissement di questa straniata visione hollywoodiana, che si fa rassegna di ‘mostri che sorridono’ che sembrano usciti da una copertina hardcore, avvertiamo distintamente il ghigno satirico di Nathaniel West, un altro talento letterario che la diaspora ha regalato a Hollywood e che ne ‘Il giorno della locusta’ raccontò in chiave grottesca gli orrori nascosti del vaudeville
- Daniela Daniele, il manifesto

Stahl insomma, ed è tra i pochi, comprende e sottolinea la valenza ‘allegorica’ di ogni dipendenza, il suo essere segnale comunicativo, grido d’allarme, mette nero su bianco l’aspetto assolutamente strumentale (e mai ‘morale’, o ‘etico’) delle droghe e ci aiuta a comprendere come non sia mai di droga che si muore, ma piuttosto, e sempre, di solitudine, di sperimento, o di dolore
- Lello Voce, l’Unità

… lungo le sue 390 pagine di vita esagerata, tra sballi, buchi e pere, Stahl non fa altro che esprimere un disperato, commovente bisogno di normalità, oltre a darci una descrizione impietosa di Hollywood (luogo simbolico dove il ‘sogno americano’ si è avvelenato)
- Filippo La Porta, left


Jerry Stahl è nato a Pittsburgh, Pennsylvania, nel 1953. Appena ventenne, ha vinto il Pushcart Prize e oggi è un autore di grande successo negli Stati Uniti. Ha pubblicato quattro romanzi e una raccolta di racconti, oltre a scrivere celebri serie televisive, fra le quali Twin Peaks e CSI. Ha collaborato con Esquire, Playboy, LA Weekly. In Italia, suoi scritti sono apparsi su Storie.

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